photo Juan Pablo Macias
Salvator Rosa è un progetto artistico avviato nei pressi del porto di Livorno alla fine del 2018. Gli artisti che hanno aderito al progetto sono: zbynēk baladrán, federico cavallini, ilio fiengo, marlene hausegger, kinkaleri, jirí kovanda, juan pablo macías, marco mazzoni, pedro g.romero, hans schabus, iacopo seri, hannes zebedin
In un anno e mezzo Salvator Rosa ha realizzato 16 progetti chiusi al pubblico all’interno di un magazzino comunale, scoperto per caso, pericolante e abbandonato, ubicato sotto un ponte nella zona portuale. Lo spazio è stato pensato come un parallelepipedo neutro, una sorta di booth fieristico, chiuso su quattro lati e con un cavalcavia come soffitto. Considerando che il progetto non è del tutto legale e tenuto conto del rischio di poter essere scoperto in qualsiasi momento, è stato necessario programmare gli interventi degli artisti in un periodo di tempo molto stretto. Sono state realizzate anche due mostre nello stesso giorno. Il progetto fin dall’inizio non prevedeva un pubblico. La durata delle mostre coincideva con il tempo necessario per completare le operazioni di allestimento, documentazione e immediato disallestimento. In questo modo tutte le fasi della mostra, anche quelle operative, si inseriscono in uno schema ritmico e stilistico tipico dell’azione performativa, tendente al rituale. (La documentazione degli interventi è stata resa visibile attraverso un sito web aperto più di sei mesi dopo l'inizio delle attività) Lo spazio è stato scoperto ed abbandonato nell’estate del 2020. SR ha deciso di recuperare soltanto i pannelli in cartongesso sui quali erano impresse tracce delle mostre precedenti e di lasciare lo scheletro in legno come una rovina. Una soluzione pragmatica e allo stesso tempo estetica che Salvator Rosa ha firmato e archiviato come propria mostra compiendo così la sua metamorfosi: gallerista e artista, spazio ed opera.













